PERSONAGGI

Sono nata sola e soltanto grazie all’amore di mia madre. Non so chi sia mio padre e non ho mai avuto parenti se non un nonno incapace di amare. Chi credeva di distruggermi la vita non sapeva che io sono Silvietta e mi fermo solo per ripartire con più forza.

Figlia di una ragazza madre che muore, dopo una lunga malattia, quando lei è poco più che adolescente. Il dolore per la mancanza di legami affettivi la spinge a divenire volontaria presso un centro d’accoglienza, ma il destino è crudele e nel cortile di quella struttura viene stuprata. Scoprirsi incinta per un atto violento la costringe a un lungo e travagliato percorso di crescita.

Lasciammo agli altri l’opzione del senno di poi, 

per agire in fretta non ci restava che il senno di noi

Mi hanno insegnato che l’equilibrio c’è solo nell’immobilità, per questo avevo paura di muovermi. Chi mi ha donato l’amore lo ha fatto in silenzio, chi mi doveva amare preferiva parlare. Ora guardo quante Linda sono stata e non vedo l’ora di conoscere le prossime.

Non è disposta a rinnegare i suoi ideali per farsi accettare dal “gruppo”. Dopo la morte del padre, la solitudine diventa vuoto. Così, nel corso di una gita scolastica, si concede una serata di follia. Quella notte “il bello della scuola” prende con la forza la sua innocenza facendola sentire un oggetto usato e poi buttato via. Pochi mesi dopo scopre di essere incinta di quell’abuso.

Mi hanno nascosto ogni pericolo finché all’improvviso, a diciassette anni, ero sola quando il male ha varcato la mia porta